10/12/08

Documento finale dell'Assemblea Nazionale degli Studenti Medi...

Pubblichiamo il documento politico finale redatto all'Assemblea nazionale degli studenti medi, svoltasi a Pisa nei giorni 7 e 8 Dicembre, invitando al contempo tutt* i/le compagn* dei/lle Giovani Comunist* a ritrovarsi giorno 12 dicembre alle ore 9 in Piazza Sant'Antonio a Pisa: sosteniamo lo Sciopero Generale Nazionale delle forze del lavoro, del movimento sindacale. Uniamoci alle forze del lavoro e della precarietà attuale per difendere i nostri comuni diritti ed il nostro comune futuro!

Viviamo una crisi economica sistemica, dovuta all'implosione dell'economia capitalista, prodotta da banchieri, imprenditori, politici, mafie e speculatori che hanno investito su capitali ipotetici in realtà inesistenti. Questa grande crisi attuale colpisce tutti e ci viene fatta pagare in termini di tagli e privatizzazioni, negazioni di diritti, smantellamento del welfare e di politiche sociali. "Noi la crisi non la paghiamo" è lo slogan lanciato da scuole e facoltà in mobilitazione da mesi, e gridato adesso anche da tutti i soggetti sociali che la crisi non vogliono pagarla, dai precari ai migranti, dai pendolari ai lavoratori, dagli insegnanti agli occupanti di case.

In questi mesi l'Onda sta dimostrando di saper parlare linguaggi diversi, di essere uno studente come un professore, un precario come un genitore, ha mostrato a tutti come ribellarsi alla crisi sia possibile; per questo sentiamo la necessità di guardare oltre le scuole e le università. Il 12 dicembre sarà sciopero generale, un altro sciopero convocato anche grazie all'Onda, che ovviamente generalizzeremo, chiudendo le nostre scuole e scendendo in piazza, senza portare sterili solidarismi ai lavoratori, ma costruendo insieme ad essi una battaglia che è comune. Infatti, il nostro governo per uscire dalla crisi sta tentando di distruggere ogni senso di comunità sociale, mettendo individuo contro individuo, dirigendo la ricchezza dalle fasce sociali più basse all'alta finanza e nutrendosi allo stesso tempo di razzismo e xenofobia, fomentando una guerra tra poveri, nascosta sotto il nome di meritocrazia.

A questa atomizzazione della società noi rispondiamo nel senso inverso, valorizzando la forza dell'azione collettiva nazionale; oggi è solo l'unione di individui, capaci di autodeterminarsi collettivamente, che può opporsi con forza ed efficacia a questi attacchi indiscriminati. Il concetto di meritocrazia distorta si ripropone all'interno della scuola, dove serve a nascondere la selezione sociale; la stessa scuola già adesso risponde a logiche di discriminazione e disuguaglianza e tradisce la sua natura costituzionale, poiché, basandosi sulle logiche del profitto, si nega come strumento di emancipazione sociale. Gli otto miliardi di tagli della finanziaria all'istruzione, e la devastazione causata della legge Gelmini, hanno spianato il terreno e aperto le porte allo smantellamento completo dell'istruzione pubblica.

Il culmine di questo processo ora lo vediamo nella proposta di legge del deputato Aprea, presidente della commissione cultura della camera. Come per l'università, il completamento della privatizzazione dell'istruzione pubblica coincide con l'istituzione del regime di fondazione: la qualità dei percorsi di formazione sarà determinata dai finanziamenti degli enti privati esterni che attraverso questi acquisteranno un posto nel consiglio di amministrazione, l'organo che sostituisce il Consiglio d'Istituto e che diminuisce sensibilmente il livello di rappresentanza scolastica. La proposta Aprea parla di partner esterni affiliati alle scuole, sancendo definitivamente la vendita del sistema formativo alle logiche di mercato e di business. La proposta di legge comprende anche una ristrutturazione dell'ordinamento giuridico degli insegnanti, che impone un anno obbligatorio di precariato e la suddivisione in docenti iniziali, ordinari ed esperti.

L'uscita dal precariato ed il passaggio di livello è affidato al parere favorevole dei docenti esperti, figure di fatto analoghe ai baroni universitari. Questo comporta un'ulteriore verticalizzazione dell'intero sistema di educazione, a partire dal nuovo ruolo manageriale del preside, le cui funzioni arrivano fino alla contrattazione individuale con i singoli docenti. Come studenti abbiamo la necessità di attraversare queste logiche di verticalizzazione, costruendo dal basso la nostra autoriforma, partendo dalle pratiche quotidiane di autogestione e occupazione, di liberazione di spazi e tempi. L'autoriforma parte dalla rivalutazione del ruolo dello studente all'interno della scuola e della sua stessa formazione, per questo si basa sulla riappropriazione dei contenuti, anche attraverso la collaborazione studente-docente.

La cultura e il sapere critico della nostra autoriforma si contrappongono alla sterilità del nozionismo degli attuali programmi ministeriali. Per questo riteniamo fondamentale aprire la didattica ad una programmazione collettiva e condivisa, riscrivendo i programmi dal basso all'interno dei gruppi di materia, rendendo lo studente componente fondamentale ed attiva dell'istruzione e la scuola in grado di saper affrontare i mutamenti generazionali e sociali. Ad esempio una di queste evoluzioni è il meticciamento e la multietnicità. La cultura deve saper essere inclusiva e valorizzare l'eterogeneità culturale, rifiutando ogni tentativo di introduzione di razzismo, come per le classi ghetto.

La formazione deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni né per il colore della pelle, né per la possibilità economica: per questo dai libri di testo ai trasporti, dai teatri ai musei, l'accesso ai saperi deve essere gratuito e libero. E' evidente che per garantire tutto questo servono fondi, gli stessi fondi di cui l'istruzione, come la sanità e l'intero settore pubblico vengono continuamente privati, mentre basta un prete per farli saltare fuori (vedi concordato) e mentre vengono continuamente finanziate le spese militari. La scuola non deve pagare la crisi economica né in termini di finanziamenti, né tantomeno in termini di vite. La tragedia di Rivoli testimonia l'assurdità di anni di politiche di tagli e disinteresse nei confronti dell'edilizia scolastica. Non si può morire di scuola, non si può morire sul lavoro e non si può morire nelle piazze.

Gli stessi meccanismi di intimidazione e repressione che vediamo applicati nelle nostre città hanno raggiunto le peggiori conseguenze sabato scorso ad Atene, dove un ragazzo di 15 anni, Andreas, è stato ucciso dai colpi sparati da una camionetta di polizia durante un corteo in favore del diritto allo studio. Ad ogni meccanismo e strategia di tensione rispondiamo che non siamo noi ad avere paura. A dimostrare di averne sono i governi in crisi che, non sapendo più come gestire un qualcosa che gli è sfuggito dalle mani, un'onda in grado di travolgerli, sono pronti persino a sparare, a sguinzagliare i soliti utili idioti provocatori nelle piazze, a denunciare e sgomberare gli studenti che occupano. La loro debolezza non ci spaventa, le politiche securitarie non possono fermare il movimento di oggi come quello di ieri.

Per questo il 12 dicembre, nell'anniversario della strage di piazza Fontana del 1969, dedicheremo le nostre manifestazioni ad Andreas. e in questi giorni altre iniziative per denunciare la vergogna di questo omicidio e per chiedere giustizia. Stiamo lottando da anni in difesa della scuola pubblica e per la costruzione di un sistema formativo migliore e continuiamo adesso di fronte ai nuovi tentativi di svendita e di privatizzazione. In concomitanza con la discussione in parlamento della proposta di legge Aprea ci saranno giornate di autogestione, occupazione, blocco della didattica e nei giorni dell'approvazione una grande data di mobilitazione nazionale in ogni regione, che miriamo a condividere con una cittadinanza consapevole dei problemi della scuola, che riguardano l'intera società.

Assemblea Nazionale Studenti Medi

02/12/08

Uscire dalla crisi, unificare le lotte!

(Assemblea alla Facoltà di Lettere di Pisa - Foto Sinistra Per ...)

Il mondo della formazione e del lavoro verso lo sciopero generale e oltre


Pisa, giovedì 4 Dicembre 2008, ore 15.00
Auditorium Centro Maccarrone "La Stecca"
Via S. Pellico 6 - PISA


Organizzato con i gruppi consiliari Prc della Provincia di Pisa e della Regione, e col Comitato Politico Regionale, il laboratorio vuole essere un momento di preparazione collettiva allo sciopero generale del 12 dicembre indetto da FIOM, CGIL e COBAS.
Raccogliendo voci ed esperienze provenienti dai diversi territori della Toscana, intendiamo creare convergenze durevoli tra il mondo del lavoro e quello della formazione, entrambi duramente sotto attacco. Si tratta di costruire insieme strumenti di analisi e di azione politica adeguati, per reagire a una crisi che è, sempre più chiaramente, la crisi di un intero modello di società e di cultura.
Sono stati invitati a partecipare ai tavoli: studenti, ricercatori precari, dottorandi, docenti, personale tecnico-amministrativo delle università di Pisa, Firenze e Siena, della Scuola Normale Superiore, della Scuola Superiore Sant’Anna, del CNR ◊◊◊ Studenti e insegnanti delle scuole secondarie, genitori dei comitati per la scuola pubblica ◊◊◊ Lavoratori della Eaton (Carrara), della Delphi (Livorno), della Piaggio e dell’indotto (Pontedera), dei Cantieri navali di Viareggio, della Lucchini (Piombino), delle cooperative sociali ◊◊◊ Rappresentanti sindacali CGIL, FIOM, Cobas ◊◊◊ Iscritti, eletti e dirigenti del Prc.

Per la Federazione di Pisa
Federico Oliveri
Responsabile «Università e ricerca»



Programma dei lavori


ore 15.00 Introduzione

Ascanio Bernardeschi, capogruppo PRC, Consiglio provinciale di Pisa
Monica Sgherri, capogruppo PRC, Consiglio regionale della Toscana
Matar N’Diaye, presidente del Consiglio degli Stranieri della Provincia di Pisa *

Ore 15.30 Tavolo «Università e ricerca»

Modera e conclude:
Fabio De Nardis, PRC, responsabile nazionale università e ricerca

Ore 17.00 Tavolo «Scuola primaria e secondaria»

Modera e conclude:
Alberto Giorgi, PRC, responsabile regionale scuola

Ore 18.30 Tavolo «Industria e servizi»

Modera e conclude:
Roberta Fantozzi, PRC, responsabile nazionale lavoro e welfare

* In attesa di conferma

01/12/08

L'Assemblea Nazionale degli studenti Medi: a Pisa dal sabato 6 a lunedì 8 dicembre

Rilanciamo la convocazione dell'Assemblea Nazionale degli Studenti Medi, al Liceo Buonarroti di Pisa domenica 7 dicembre, auspicando la più alta e fattiva presenza possibile da parte di tutte/i. Buona lettura!


In seguito all’assemblea degli studenti medi, tenutasi il 15 novembre 2008 alla Sapienza di Roma (a cui hanno partecipato più di venti città italiane), gli studenti si sono riconvocati in una seconda Assemblea Nazionale che si terrà domenica 7 dicembre 2008 a Pisa. L’assemblea è stata convocata al fine di creare un momento realmente rappresentativo del Movimento Studentesco nelle scuole superiori. L'impegno, è evidente, che sarà di lunga durata; sarà necessario discutere tutti assieme circa le posizioni da assumere per le questioni più importanti che si presentano al Movimento: · bisogno di comunicazione e di coordinazione tra le varie realtà nazionali; · relazioni con le vertenze degli altri settori sociali colpiti dalla crisi: lavoratori, studenti universitari, occupanti di case, migranti, colpiti da una precarizzazione senza sconti, per organizzate coordinamenti a livello locale; · confronto nazionale sul concetto di "autoriforma" per poi lanciare in tutte le scuole tavoli di lavoro propositivi sul tema; · rilanciare su scala nazionale la giornata di venerdì 12 dicembre 2008, con lo sciopero generale , per avere un giorno di forte lotta e conflitto sociale.

La convocazione dell’Assemblea Nazionale è lanciata dal Coordinamento Cittadino di Pisa, ed è sottoscritta e appoggiata dai Coordinamenti Cittadini di: Roma, Milano,Torino, Bologna, Bari, Padova, Viareggio, Alessandria, Venezia e Livorno.

SVOLGIMENTO
Sabato 06/12: Ore 13:00 Occupazione Liceo Scientifico Filippo Buonarroti Pomeriggio: sistemazione spazi per accogliere le delegazioni
Domenica 07/12: Ore 10:00: inizio Assemblea Plenaria Ore 13:00: pausa pranzo Ore 14:00: rientro in assemblea Ore 16:00: chiusura Assemblea Plenaria Ore 17:00: apertura tavoli di lavoro: - Tavolo “Interazione e Mobilitazione” (come prendere contatto con le altre realtà in lotta e quali date indire per la mobilitazione nazionale) - Tavolo “Didattica” (passare dalla critica alla riforma alla proposta attiva) Sera: chiusura tavoli di lavoro
Lunedi 08/12: Ore 10:00: Seconda Assemblea Plenaria di resoconto dei tavoli e per redigere un documento unitario nazionale.


Per informazioni: Lorenzo: 3403698471 Lorenzo: 3381601623 Fabio: 3382830235